Vissuto fra il 1148 e il 1181, Galgano Guidotti, secondo una leggenda posteriore, era un cavaliere (forse) spensierato e (forse) dissoluto.
Ma un destino superiore lo aspettava e si rivelò all’improvviso: durante una visione o un sonno mistico, gli sembrò di essere accolto fra gli Apostoli, che gli affidarono la missione di costruire una chiesa in un luogo solitario, denominato Montesiepi.
Nessuno però volle aiutarlo. Sua madre e i suoi amici, per ragioni differenti, cercarono di dissuaderlo, mettendolo di fronte a difficoltà o formulando dubbi sulla sua buona fede.
Nonostante ciò Galgano perseverò nei suoi propositi, si ritirò a Montesiepi, dove iniziò la costruzione dell’odierna Rotonda, dopo aver infitto nella roccia la sua spada, che divenne così una croce, di fronte alla quale il giovane fece germogliare la sua santità, soccorrendo persone umili che ricorrevano a lui
perché alleviasse le loro sofferenze.
Non visse a lungo. Morì nel 1181.
LE FONTI SULLA SUA VITA
La vita di Galgano può essere ricostruita sulla base di tre categorie di Fonti:
- gli atti del suo Processo di Beatificazione,
- gli elementi archeologici,
- Le Vite successivamente elaborate.
Sulla vicenda di di Galgano Guidotti di Chiusdino gravano due contrapposti elementi storici, purtroppo fraintesi e confusi da chi ha scritto su di lui.
- Da un lato esiste il racconto della sua vita, come può essere ricostruita dalle Fonti disponibili.
- D’altro lato, all’interno della Fonte primaria che parla di lui, si identifica un singolare racconto che sarà ripreso e utilizzato dalla cultura cavalleresca europea dei secoli successivi.
Queste due componenti, la prima reale, la seconda letteraria, devono essere valutate con metro diverso, senza però mettere in ombra la centralità del messaggio di Galgano:
la trasformazione della spada in croce
e l’immensa proposta di Pace che questo atto contiene.
